Vigilanza sul distacco, cosa guardano gli ispettori
La vigilanza sul distacco transnazionale non cerca un documento decisivo, cerca un quadro coerente. “Ai fini dell'accertamento dell'autenticità del distacco gli organi di vigilanza effettuano una valutazione complessiva di tutti gli elementi della fattispecie” (articolo 3, comma 1, D.Lgs. 136/2016). Gli elementi sono elencati dalla stessa norma e conviene conoscerli prima che li elenchi un verbale.
Gli indici sull'impresa distaccante
Sul versante dell'impresa gli ispettori guardano dove si trovano sede legale e amministrativa e dove l'attività economica è davvero esercitata, l'iscrizione camerale o in albi professionali, il luogo di assunzione dei lavoratori e quello da cui sono distaccati, la legge applicabile ai contratti con i clienti e con i dipendenti, il fatturato e il numero di contratti eseguiti nello Stato di stabilimento. Un'impresa che nel proprio Paese non produce nulla è l'indice più pesante di tutti.
Gli indici sul lavoratore distaccato
Sul versante del lavoratore contano contenuto, natura e retribuzione dell'attività, il fatto che l'attività abituale si svolga nello Stato d'origine, la temporaneità del lavoro in Italia, la data di inizio, il rientro previsto al termine, chi sostiene le spese di viaggio, vitto e alloggio, gli eventuali periodi precedenti di distacco sulla stessa posizione e il certificato di sicurezza sociale. Nessuno di questi elementi è decisivo da solo, la norma impone una lettura d'insieme e vieta di fermarsi al dato formale.
Come si svolge il controllo e cosa ne esce
L'accertamento passa dal referente domiciliato in Italia, al quale vengono chiesti i documenti del fascicolo, e dalla cooperazione con le autorità dello Stato di stabilimento attraverso il sistema europeo IMI. Le settimane di ispezione coordinate dall'European Labour Authority, alle quali l'Italia partecipa, alimentano lo stesso circuito.
Il quadro 2026 conferma la tendenza. Le settimane di azione coordinate hanno raggiunto 128 imprese nell'edilizia e 2.294 nel filone sul lavoro non dichiarato, con oltre 700 sospette irregolarità, e i distacchi non genuini figurano stabilmente fra le priorità della programmazione ispettiva nazionale. Gli accertamenti nascono sempre più spesso da segnalazioni incrociate fra amministrazioni, non da visite casuali.
Se il distacco risulta non autentico, distaccante e utilizzatore sono puniti con una sanzione di 50 euro per ogni lavoratore e per ogni giornata di occupazione, con un minimo di 5.000 e un massimo di 50.000 euro, e il rapporto di lavoro si considera in capo a chi ha utilizzato la prestazione. Se sono coinvolti minori la violazione assume rilievo penale, con l'arresto fino a diciotto mesi e l'ammenda aumentata fino al sestuplo.
Domande frequenti
Gli ispettori italiani possono chiedere documenti direttamente all'estero?
Le richieste passano dal referente domiciliato in Italia e dalla cooperazione amministrativa con lo Stato di stabilimento tramite il sistema IMI. Per questo un referente che non risponde è un problema doppio.
Un certificato A1 in regola chiude la verifica?
No. L'A1 riguarda la sola posizione previdenziale, mentre l'autenticità del distacco si valuta con l'insieme degli indici dell'articolo 3, nessuno dei quali è da solo decisivo.
Assistiamo le imprese estere durante gli accertamenti ispettivi in Italia. Scrivici prima di rispondere a una richiesta documentale.
Contenuto informativo, aggiornato al 22 settembre 2026. Ogni situazione concreta richiede una verifica dedicata.